Use your ← → (arrow) keys to browse

madagascar benedetta rossi parei

Madagascar; la grande isola.

Madagascar. Desideravo visitare il Madagascar da diverso tempo e finalmente ne ho avuto l’occasione grazie a Veratour! Sono infatti stata scelta come Inviato Speciale per l’edizione 2018 che si è appena conclusa. In questo blog post voglio raccontarti una terra che mi ha affascinato e donato tantissime emozioni.

La prima cosa che mi ha colpito arrivando in Madagascar è l’energia che si respira. Nonostante le temperature altissime ed il motto nazionale “mora mora” (ovvero piano piano), sono rimasta sbalordita dalla frenesia delle attività che svolgono i malgasci.

Alle 6 del mattino le strade sono già piene di vita ed i negozi stanno aprendo, i mercati brulicano di venditori ed acquirenti ed il motto occidentale “chi dorme non piglia pesci”, sembra sia stato assimilato alla lettera.

Diego Suarez la città più a nord dell’isola.

Il mio tour è iniziato dalla città di Diego Suarez, in malgascio Antsiranana. Questa cittadina possiede una delle più grandi baie al mondo, lunga 156 km e seconda solo a quella di Rio de Janeiro. E’ strategicamente molto importante per il commercio perché consente i rifornimenti alle isole minori (fondamentali per il turismo) e c’è sempre tantissimo fermento.

Se vuoi conoscere il nord del paese Diego Suarez ha una posizione molto furba per raggiungere le attrazioni naturali di questa zona del Madagascar. Io alloggiavo all’ hotel Allamanda, un albergo sul mare che è stata un’ottima base di partenza per i 5 giorni di escursioni ed un incantevole rifugio per rilassarsi dopo i tanti chilometri percorsi in jeep.

Al nord infatti le strade sono terribili: buche profonde, cedimenti e zebu che si buttano in strada, mettono a dura prova la schiena. Gli autisti sono dei veri “manici al volante”, attenti e veloci nelle manovre. Però te lo dico sinceramente queste strade cosi massacrate hanno un fascino autentico e genuino che ti conquisterà.

Osservare il tramonto a bordo di una jeep mentre traballa o vedere il riflesso di una vecchia Peugeot caricata all’inverosimile di persone e merci che arriva dalla direzione opposta è magico, è Africa!

La baia di Diego Suarez.

Il Madagascar è un paese che vive di pesca e di allevamento, lungo tutta la costa ci sono tantissimi villaggi di pescatori ed è incredibile osservare cosa hanno pescato le barche al loro rientro in porto. Ti consiglio di fermarti a guardare mentre scaricano le casse perché sembra di assistere alla “pesca miracolosa”.

Tra l’altro non essendoci le bilance moderne, il momento della pesa è molto particolare perché si svolge ancora con i due piatti caricati da una parte del pescato e dall’altra dei pesetti in pietra che permettono di stabilire il peso dei pesci.

A me è piaciuto tantissimo il paesino di Ramena e nel caso tu vada, ti consiglio il ristorante di Alda, una signora malgascia che insieme alle figlie, cucina in modo delizioso. Ci sono diversi lemuri che vivono liberi sugli alberi e che si avvicinano appena la tavola viene imbandita per chiedere qualche banana 😉

madagascar lemuri benedetta rossi

La baia di Diego Suarez è un susseguirsi di spiagge, calette ed insenature. Le più belle sono sicuramente quella dei Piccioni e delle Dune e la baia di Sakalava, un paradiso per chi ama praticare kite o vela.

madagascar baia diego suarezmadagascar pescatomadagascar pescatoremadagascar baia piccionimadagascar benedetta rossi blogger

Look: camicia H&M – gonna Isabel Marant

Oltre alle spiagge devi assolutamente dedicare qualche giorno alla scoperta dei parchi naturali del Madagascar, sono tutti molto vicini tra loro ma non lasciarti ingannare dalle distanze sulla carta… 50 km richiedono anche due ore di viaggio! Quindi meglio calcolare bene i tempi e suddividere in più giorni la loro scoperta.

Il parco di Ankarana.

Voglio darti un consiglio, quando organizzi la tua vacanza, se devi risparmiare, fallo sulle cose superflue ma non su ciò che può davvero fare la differenza. Tra le cose più importante quando si visita un paese come il Madagascar ci sono; avere un bravo autista ed una brava guida! Questo ti permetterà, durante le escursioni, di conoscere bene il posto ma anche e soprattutto di imparare le differenze tra i diversi animali, le piante e tutte quelle informazioni che solo chi è preparato è in grado di dare.

La guida che mi ha accompagnato si chiama Bastion ed è un ex insegnante appassionato di birds watching. Riusciva a riconoscere dal canto quale uccello stava cinguettando e a riprodurne il suono, lo stesso con il verso di tantissimi animali.

madagascar lemure benedetta rossimadagascar lemure notturno benedetta rossimadagascar lemure

Queste sue capacità sono state fondamentali per riuscire a vedere nel loro ambiente naturale i meravigliosi lemuri, tantissimi tipi di uccelli ed i rettili. Noi occidentali non siamo molto attenti ai rumori ed ai movimenti. Bastion al contrario, riusciva a captare il cambiamento e ad indicarmi l’animale che lo avevo causato.

madagascar uccellinomadagascar uccellomadagascar gecomadagascar camaleonte

All’interno del parco si trova lo Tsingy Rary una distesa di rocce taglienti e nerissime che si possono ammirare da un terrazzone costruito ad hoc.

madagascar tsingy rarymadagasca ankarana benedetta rossi

Look: t-shirt Balmain – short Red Valentino

Tsingy Rouge, siamo davvero sulla terra?

Tra tutte le cose che ho visto in Madagascar gli tsingy ( in malgascio la parola significa appuntiti) mi hanno davvero ammutolita! Il parco degli Tsingy Rouge si trova sul fondo di un canyon, quando si arriva con la jeep, sembra di essere in savana. Poi, improvvisamente, davanti agli occhi appare questa spaccatura nel terreno rossa che brilla al sole.

Per vedere bene gli tsingy bisogna scendere un sentiero che costeggia il canyon e camminare sul letto del fiume che in maggio è in secca (nel periodo delle piogge non si possono visitare). Si fa fatica ma lo spettacolo che ti aspetta ripaga di tutto!

Ma cosa sono gli tsingy? Queste rocce appuntite che ti fanno sentire in una galassia lontana, sono delle formazioni naturali fragilissime. E’ assolutamente vietato toccarle o avvicinarsi troppo e sono composte da sabbia, terra rossa, acqua e calcare.

madagascar tsingy rougemadagascar parco tsingy rougemadagascar-canyon

La montagna d’ambra.

Questa montagna dal nome magico (deriva dall’ambra che in passato qui si trovava in abbondanza), è un parco a 700 m sul livello del mare. E’ una vera e propria foresta dal clima tropicale umido con cascate, specie endemiche e lemuri. Ho avuto la fortuna di poter osservare da vicino la specie di geco più piccola del Madagascar e anche quella più piccola al mondo (trovi la foto qui sotto)

madagascar cascatamadagascar geco mimetizzatomadagascar geco più piccolo al mondo

I mercati.

Non si può andare in Africa senza visitare un mercato ed il Madagascar non fa eccezione! I mercati sono il centro vitale della comunità, sono il punto di incontro tra la città e la campagna.

I contadini, gli allevatori o le donne partono dai villaggi la mattina prestissimo, salgono su vecchie Peugeot che fungono da taxi e si dirigono con le cose che hanno da vendere o barattare verso il centro città.  Le macchine sono un lusso, chi le possiede le ha trasformate in pulman (giuro è un mistero capire come fanno a starci tutte le perone che vengono caricate).

Sul tetto legate con resistenti funi ci sono le ceste stracolme di merce, le Peugeot arrancano sulla strada e per evitare che il loro peso le pieghi su sé stesse, vengono usate delle corde per legare gli ammortizzatori alla struttura dell’auto. Ognuno di questo “taxi” effettua diversi stop lungo la strada per caricare chi ha bisogno di spostarsi. Le fermate di solito sono dove c’è un bar o una bancarella.

madagascar benedetta rossi fermata autobus

Look: gonna e top Dolce&Gabbana – sneakers Converse

Chi non può permettersi di pagare la tratta oppure ha la fortuna di possedere uno zebu, viaggia su carretti di legno per ore ed ore prima di raggiungere il mercato. La sera la processione che è partita la mattina, riprende ma nel senso opposto. Dalla città si torna alle campagne con i generi di prima necessità che si sono acquistati o barattati.

madagascar donna mercatomadagascar mercato fruttamadagascar verdura mercatomadagascar mercato pescemadagascar mercato gelataiomadagascar risomadagascar carbone

Lo zebu.

In Madagascar lo zebu vive a strettissimo contatto con l’uomo, lo si può definire il suo braccio destro! Serve per spingere i carretti, per arare la terra, per pestare il grano, per preparare il terreno delle risaie e per mangiare (la sua carne dicono essere molto prelibata, io sono vegetariana quindi lo ignoro). Le corna vengono usate per realizzare manufatti artigianali e persino le ossa sono riutilizzate, come mi ha detto la guida: “non si butta via niente”.

madagascar risaiemadagascar zebu campimadagascar zebumadagascar zebu benedetta rossi

Look: abito Self Portrait – stivaletti Balenciaga

Se vuoi continuare a leggere del Madagascar ti invito a cliccare questo link, se invece sei curioso di conoscere qualche altro mio viaggio ti lascio alcuni link:

Use your ← → (arrow) keys to browse

1

Pin It on Pinterest

Condividi?

Mi farebbe piacere. Tantissimo! :)