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Senegal in viaggio verso sud.

Senegal. Se stai leggendo questo post, molto probabilmente avrai già letto quello riguardante Dakar, la capitale del Senegal, nonché la città da cui ho iniziato il mio tour per conoscere questo meraviglioso paese africano. Se ancora non lo hai fatto, leggilo subito, lo trovi cliccando qui.

Il Senegal confina a nord con la Mauritania, a est con il Mali e a sud con la Guinea. La sua posizione lo rende uno stato dai mille scenari. A seconda della zona del paese che visiterai, avrai l’opportunità di vedere luoghi completamenti diversi tra loro per flora, fauna e panorami.

Il nord è caratterizzato da aree desertiche e steppe proprie del sahel, il centro è il regno dei contadini e sulla costa dei pescatori. A sud si estende la savana fino ad arrivare all’estremo sud dove si trova la foresta tropicale sempreverde.

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Il Lago Rosa.

Salutata Dakar, la prima tappa del mio viaggio verso il sud del Senegal è stato il Lago Rosa. Si tratta di una laguna che dista circa 30 km dalla capitale, il cui vero nome sarebbe Lago Retba, ma è soprannominata Rosa per via del colore delle sue acque.

Sul fondo di questa laguna vive un’alga/batterio amante del sale (che in queste acque abbonda perché ha una concentrazione di 380 gr/litro), le cui membrane contengono un pigmento responsabile di questa colorazione rosacea.

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L’orario migliore per visitare il lago ed osservare il gioco di colore è alle 12, quando il sole è a picco sull’acqua. Invece per scoprire la zona che circonda il lago bisogna noleggiare un fuoristrada con conducente, si trovano nell’area antistante il lago 😉

La mitica Paris Dakar.

Intorno al lago ci sono le saline e un’area sabbiosa con delle dune che arrivano fino all’oceano. Il Lac Retba era il punto di arrivo della Paris-Dakar, il rally che partiva da Parigi per concludersi in Senegal. Potevano partecipare piloti professionisti, appassionati di motori e chiunque se lo potesse permettere.

Era una gara molto pericolosa percorribile in auto, moto, camion o quad. Si dovevano raggiungere diverse tappe in altrettanti paesi africani prima di arrivare a quella finale sulle rive del Lago Rosa. Il rally era stato ideato da Thierry Sabine ed è costato la vita a molti piloti.

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Essere in jeep, al tramonto, sull’oceano e ripercorrere le dune che segnavano la tanto agognata meta del rally, è stata una delle cose più emozionanti che ho vissuto nella mia vita!

Saly.

Senegal. La seconda tappa del viaggio verso il sud del paese è il paese di Saly. Un villaggio sorto sulla Petite Còte che negli anni, grazie allo sviluppo del turismo, ha subito una crescita rapidissima fino a diventare una cittadina. Qui sono presenti discoteche, casinò, villaggi di lusso, mercatini artigiani e molte case di stranieri che hanno deciso di trasferirsi in Senegal.

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Gli abitanti sono principalmente impegnati nelle attività legate alla pesca e nel turismo. Grazie ai tantissimi hotel e resort presenti in questo tratto di costa, infatti, si sono creati molti posti di lavoro. Gli alberghi che potete trovare sono di diverse categorie, si parte dai basici fino ad arrivare ai 5 stelle lusso.

Io ho soggiornato al Royal Club Saly, un quattro stelle sulla spiaggia; cucina ottima, camere semplici e pulite.

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La riserva di Bandia.

A 15 km da Saly proseguendo verso sud, si trova la Riserva di Bandia. Si tratta di un parco privato di 3500 ettari che rende un pochino meno magica l’idea del safari ma che dall’altra parte garantisce al 100% l’incontro con gli animali presenti.

Si possono ammirare correre liberi: struzzi, giraffe, rinoceronti, zebre, gazzelle e numerose specie di uccelli. Alla Riserva di Bandia non ci sono felini e nemmeno gli elefanti, trattandosi di un parco in cui gli animali sono stati introdotti, sarebbe impossibile ricreare le stesse condizioni presenti in natura 😉

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Joal.

Senegal. Il villaggio di Joal è uno di quei luoghi magici che ti rimangono nel cuore al rientro da un viaggio! Innanzitutto è il paese natale dell’ex presidente e poeta del Senegal Leopond Sedar Senghor, ma nonostante abbia dato i natali ad un personaggio tanto illustre, ha conservato la sua natura primitiva.

Il presidente stesso non ha voluto subisse delle trasformazioni. Perciò preparati a visitare un semplicissimo villaggio di pescatori che si trova alla foce dei fiumi Saloum e Casamance, dove le acque dolci incontrano quelle salate dell’oceano. Ciò che rende questo paesino così suggestivo ed emozionante è che al centro della laguna si trova un isolotto chiamato Fadiouth interamente costruito su cumuli di conchiglie.

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Fadiouth.

I pescatori dicono che si può scavare fino a 11 metri di profondità e si troveranno sempre e solo conchiglie! Fadoiuth è collegato alla terraferma da due ponti, uno dei quali conduce ad un cimitero misto. Tombe cristiane decorate con fiori e lapidi, convivono accanto a tombe musulmane prive di iscrizioni, così come vuole la religione.

Questa è un’ulteriore manifestazione della pace e dell’armonia che regna in Senegal tra etnie e religioni diverse.

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Dal pontile del villaggio è possibile prendere una canoa ed essere accompagnati a vedere da vicino i granai che gli abitanti hanno costruito in mezzo alla laguna. Sono molto particolari e secondo me, meritano la visita. Sono stati fatti sull’acqua per proteggere i cereali dagli animali che si trovano sull’isola e da eventuali incendi.

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Sei curioso di continuare il viaggio verso il sud del Senegal? Clicca qui per proseguire 😉

Per avere maggiori informazioni relative all’organizzazione del tuo prossimo viaggio in Senegal, ti consiglio di contattare l’Ente del Turismo Senegalese cliccando qui.

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