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kenya benedetta rossi blogger

Camicia Dries Van Noten.

 Watamu il buen retiro degli italiani in Kenya.

Watamu.  Il comprensorio di Watamu comprende il paesino da cui prende il nome e le numerose spiagge che lo circondano. Inoltre è parte integrante della Riserva marina di Watamu e Malindi. Un parco marino protetto nella cui spiaggia, nel mese di marzo, non è difficile imbattersi in nidi di tartaruga.

Watamu dista 110 km da Mombasa e 15 km da Malindi, le due città in cui atterrano i voli internazionali provenienti dall’Italia. Se arrivate a Mombasa, per raggiungere Watamu avrete bisogno di un taxi o di un pulman che in circa 3 ore di viaggio vi porterà fino a questo incantevole paesino. Se il vostro aereo arriva a Malindi, avrete solo mezz’ora di viaggio.

watamu città

Font image: internazionale.it

Gli italiani a Watamu.

Da circa 30 anni, questa zona del Kenya è diventata una colonia di italiani che stanchi del nostro clima e dei ritmi caotici dell’occidente, hanno deciso di trasferirsi ed iniziare una nuova vita. Facile comprenderne le ragioni; sole, mare, costo della vita molto basso, pochissimo inquinamento e ritmi decisamente diversi da quelli a cui siamo abituati in Italia. Attenzione però… Come per ogni cosa ci sono gli aspetti positivi e quelli negativi. Se siete curiosi e non volete essere semplici turisti,  vi consiglio di dare un’occhiata al sito malindikenya.net, il portale degli italiani in Kenya.

Un cenno storico.

In passato a Watamu c’è stata la dominazione inglese e tutt’oggi se ne respira l’influenza, le lingue parlate ed insegnate a scuola sono infatti l’inglese e lo swhaili. Questo periodo storico è evidente anche nella presenza di diverse tribù appartenenti ad etnie diverse; arabi, somali, indiani ed i neri. Mescola che cominciò con la tratta degli schiavi.

Lo sviluppo di Watamu ebbe inizio nel 1950-60 quando il governo coloniale inglese decise di lottizzare la spiaggia per i coloni bianchi. Il primo hotel ad essere costruito fu l’Ocean Sports, oggi Watamu conta circa 2.000 abitanti, 16 hotels e resorts, numerosi alberghi e ville private.

Watamu in swahili vuol dire gente dolce!

Watamu. Il primo impatto arrivando dall’Italia sarà molto forte, seppur sulla costa, siamo in Africa e mi piace ricordare che tutti possono andare in Africa, ma l’Africa NON è per tutti. La gente del posto ha poco, vive in case costruite con mattoni di terra o in cemento (a seconda delle possibilità economiche). Le persone vivono principalmente di turismo e di pesca. I bambini sono tantissimi e vi resteranno impressi nel cuore.

La prima strada asfaltata è in costruzione e come per qualunque cosa si decida di fare qui è difficile da realizzare e richiede tanta pazienza e buona volontà. La popolazione è abituata ad avere molto rispetto dei viaggiatori quindi non abbiate paura a parlare con i beach boys o con i kenioti che incontrerete, vi accoglieranno sempre con un sorriso!

Ovviamente essendo un paese povero consiglio di non ostentare orologi o cose preziose. Oltre che per sicurezza anche per educazione nei confronti di chi ha poco.

watamu bambiniwatamu animali

Cosa visitare a Watamu.

A Watamu ci sono moltissime cose da vedere sia sopra che sotto l’acqua! Senza ombra di dubbio il mare occupa il primo posto tra le attrattive per i turisti. Occorre sapere che questo tratto di costa è molto soggetto alle maree, perciò nell’arco della giornata ci saranno delle ore in cui il mare si ritira permettendo lunghissime passeggiate (quasi fino alla barriera corallina) ed altre in cui potrete fare il bagno in tutta tranquillità.

Se volete contattare una guida del posto, potete scrivere a Battista o a Peter per avere informazioni ed accordarvi su tragitti e prezzi.

Le spiagge e la riserva marina.

Come vi raccontavo all’inizio, il comprensorio della costa di Watamu è formato dalla spiaggia Turtle Bay, dalla baia chiamata Blue Lagoon, da Watamu Beach, dalla spiaggia di Ocean Breeze, dal tratto di scogliera di Kaanani e dalla spiaggia di Jacaranda. In particolare, la spiaggia Garoda-Turtle Bay è protetta come Parco Marino per via dei nidi delle tartarughe.

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Top in pizzo Red Valentino e short Ralph lauren.

 

watamu spiagge

Font image: themode.it

watamu spiagge scogli

Font image: turismo.it

watamu spiagge benedetta rossi blogger

Bikini H&M.

Se siete fortunati potrete avvistare banchi di delfini e fare il bagno con le tartarughe marine, oltre naturalmente a scoprire tantissimi pesci e coralli attraverso lo snorkeling e le immersioni. La Watamu National Marine Park e Reserve è stata dichiarata area protetta nel 1968 dal Kenya Wildlife Service che fornisce una protezione legale per questa zona di conservazione e successivamente nel 1979 si è aggiunta una protezione internazionale per sottolineare l’importanza dell’area (42 mq) ricca di biodiversità. Watamu è inoltre famosa per lo sci d’acqua.

watamu kenya

Font image: watamujenya.net

watamu barche

Font image: watamukenya.net

watamu pesce palla benedetta rossi

Costume VS-bikini.

Rovine di Gede.

In Kenya ci sono pochissimi siti storici e la città medioevale Swahili di Gedi è uno di questi. Si tratta dei resti di una città araba di mercanti ed è immersa nella foresta di Arabuko Sokoke. Visitarla è molto divertente perché la guida musulmana che vi accoglie parla perfettamente non solo l’italiano ma anche il toscano ed altri dialetti della nostra penisola!

Sono ben riconoscibili le cinte murarie che dividevano la città in due: una zona riservata alla borghesia e l’altra alla popolazione comune. Nella prima si trovano tre moschee, il palazzo del sultano e molte case. Se decidete di visitare Gede, fermatevi ad acquistare le banane per le numerosissime e golosissime scimmiette che abitano le rovine

watamu rovine di gede uno

Font image: ilturista.info

watamu rovine di gede due

Font image: ilturista.info

watamu rovine di gede scimmiette

Arabuko Sokoke.

La Arabuko Sokoke è la più grande foresta pluviale dell’Africa orientale (420 mq). Il parco nazionale si sviluppa su una piccola porzione di 6 mq. La vegetazione è più o meno densa a seconda delle zone ed è l’habitat naturale di alcune specie molto particolari. Vivono qui sia animali di grandi dimensioni come il bufalo che di piccole come il toporagno elefante. Inoltre tantissimi babbuini e lucertole dai mille colori.

watamu lucertole

Font image: watamukenya.net

Parco delle Mangrovie di Mida.

La laguna di Mida Creek si estende per 32 km quadrati ed è uno dei più grandi sistemi di mangrovie esistenti al mondo. E’ stata riconosciuta anche dall’Unesco come patrimonio mondiale, al suo interno esistono ben 9 specie di mangrovie. La foresta circostante è abitata da una moltitudine di uccelli che depositano le loro uova lungo i canali. Stesso cosa fanno i pesci e le radici delle mangrovie fungono da culla proteggendole dalle correnti.

watamu mangrovie

Canyon di Marafa.

A 30 km a nord ovest di Malindi, si trova Marafa, un canyon che a seconda dell’ora cambia colore, raggiungendo al tramonto (momento migliore per visitarlo), un rosso infuocato. E’ anche dettoa Nyari, ovvero il luogo che “si rompe da solo”, perché la terra davvero sembra fratturata.

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Abito Balenciaga.

Bio snake farm.

Nel 2007 a Watamu è stata scoperta la più grande specie al mondo di cobra sputatore detto sputatore gigante. Il veleno di questa specie è molto simile a quello di altri cobra, ma è in grado di iniettarne molto di più. James Ashe fu uno dei primi esperti a suggerire che il Naja ashei fosse una nuova specie e ha fondato la Bio-Ken Snake Farm di Watamu.

Parco nazionale dello Tsavo.

E’ la riserva più vicina alla costa e si raggiunge in 4 ore di viaggio in jeep. Per arrivarci si percorrono le immense strade africane in terra rossa. Ho scritto un post completamente dedicato a questo parco ed ai safari che si possono organizzare per conoscerlo. Personalmente penso sia un’esperienza imperdibile per chi si reca in vacanza in kenya, e vi invito a leggerlo cliccando qui.

watamu safari elefantiwatamu safari leonessa

Altro.

Spero di avervi dato delle indicazioni utili! Vi invito a leggere anche gli altri post che riguardano alcuni dei miei viaggi! Trovate i link qui sotto:

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2 Comments

  1. Carlo Landucci

    6 novembre 2017 at 20:16

    Ciao Benedetta ti volevo fare i complimenti non tanto per i viaggi ma soprattutto per i racconti dei suddetti. È bello condividere o far conoscere ad altri le proprie esperienze ma soprattutto le abitudini e curiosità di altre parti del mondo . Pensa che io ho fatto 30 viaggi in Africa e in pratica non ho mai scritto mai niente . Io sono matto per fotografare e spesso dato che a scrivere sono poco capace , cerco di raccontare qualcosa con le mie immagini . Ciao e brava
    Carlo landucci
    http://www.occhidellasperanza.it
    http://www.carlolanducci.it

    1. Benedetta Rossi

      21 novembre 2017 at 9:02

      Carlo le tue immagini parlano! Sono meravigliose e quelle che riguardano l’Africa, per me che amo questo continente, lo sono ancora di più!!!
      Sei davvero bravissimo, ti faccio i miei complimenti 🙂

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Mi farebbe piacere. Tantissimo! :)